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Lourdes


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TESTIMONIANZE | Matteo, giovane volontario: «Vengo a Lourdes, ogni anno, come barelliere di supporto»
foto news

Una bella intervista di Giannetti al nostro Matteo.

Si chiama Matteo Decaroli, ha 24 anni e - come ogni anno - anche questa estate è andato in pellegrinaggio a Lourdes con l’Oftal. Quello che salta all’occhio immediatamente è la sua grinta e voglia di divertirsi.
A 15 anni si vede sconvolgere la vita: 2 tumori al cervelletto. Da lì visite, esami e tutto quello che in queste circostanze bisogna attraversare.

Per arrivare ad oggi.


Ciao Matteo, come stai? 
«Bene, sono tanto felice, grazie!» 


Cosa ci fai qui a Lourdes?
«Eh, la storia è un po’ lunga... Verso la fine delle sedute di chemioterapia mi hanno proposto un percorso nell’associazione che organizza varie attività, dall’arrampicata alla pet therapy, al nuoto. Dopo un po’ mi è stato raccontato di Lourdes.»

E hai deciso di venire qui
«Sì, prima da pellegrino, poi vedendo i barellieri, mi sono informato su come diventarlo e dalla volta dopo vengo ogni anno come barelliere dell’Oftal. Parliamo del 2012 circa.» 


Scusa la domanda, ma dopotutto come mai continui a venire come barelliere?
«Perché è la scelta che ho fatto fin dall’inizio. Perché non esiste cosa più bella che aiutare il prossimo. Mi piace vedere la gente felice e stare bene. La volontà di donarmi ai più deboli ce l’ho fin dalle elementari.» 


E questo “donarsi” lo vivi anche qui?
«Certo! Come supporto nei confronti dei miei amici... ecco! Mi considero un barelliere di supporto!» 

(ridiamo entrambi) 

Ma dove trovi questa energia ed entusiasmo?
«Se sono come ora è perché "semplicemente" non me ne è mai importato nulla di quello che mi è successo. La carica me la danno gli altri e poi sono altri i problemi della vita.»

Perché torni ogni anno?
«Perché sto bene. Perché vengo a stare con i miei amici, per aiutare, essere felice e far felice gli altri. Lourdes è un posto speciale dove stai con persone uniche»

E con gli altri barellieri che rapporto hai?
«Qui ho i miei amici a cui, nonostante non ci vediamo tanto al rientro, sono molto legato. Ridiamo, scherziamo, ci prendiamo in giro.»


E la Fede, in tutto questo, che ruolo a giocato? 
«Ma… non saprei… può essere che mi abbia aiutato. Di sicuro qualcuno c’è stato ed è presente tuttora. Qui faccio cose che a casa mi vengono di meno: prego, vado a messa… insomma la vivo di più.»

Cosa ti colpisce maggiormente del pellegrinaggio? 
«Che tutti mi voglio bene fin dalla prima volta che mi vedono e insistono ogni anno che io venga. Mi dicono che senza di me il pellegrinaggio non è lo stesso. Tutto questo mi stupisce sempre. 
Molte volte capita che i miei responsabili o amici si aprano con me come mai avrei pensato…evidentemente mi considerano speciale.»

Vuoi dire una cosa a chi magari ci leggerà e non è molto felice di come gli stanno andando le cose?
«Coraggio! Bisogna guardare avanti, mai indietro. La vita è una e bella.»